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Crisi delle uova negli Stati Uniti: l'Italia inizia a rispondere alle nuove richieste di esportazione

2025-03-21

Autore: Francesco

Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno mostrato un crescente interesse nell'importare uova, recentemente rivolgendosi anche alla Lituania. Questa nuova richiesta è emersa a causa della crisi avicola negli USA, scatenata da un'epidemia di influenza aviaria. Il presidente dell'Associazione avicola lituana, Gytis Kauzonas, ha confermato che l'ambasciata statunitense a Varsavia ha chiesto informazioni sulle potenziali esportazioni, dando avvio a colloqui con i produttori locali.

La situazione negli Stati Uniti è critica: la diffusione del virus H5N1 ha portato alla morte di oltre 166 milioni di uccelli, causando un'impennata dei prezzi delle uova. Solo nell'ultimo trimestre del 2024, si stima che circa 20 milioni di galline ovaiole siano state abbattute. La crisi ha spinto la domanda degli USA a investire in scambi commerciali con altri paesi.

Ma non è tutto: la crisi avicola statunitense ha effetti anche sull'Italia. L'Ambasciata USA ha contattato Assoavi, l'Associazione nazionale degli allevatori di pollame, per discutere delle opportunità di esportazione. Stefano Gagliardi, direttore di Assoavi, ha dichiarato: "Stiamo verificando la disponibilità delle nostre aziende per soddisfare questa domanda".

La situazione è particolarmente complicata per le aziende del nord Italia, che hanno già convezioni consolidate con la grande distribuzione, mentre nel centro-sud potrebbero esserci opportunità per le aziende più piccole. Gagliardi ha anche sottolineato l'importanza di garantire prima di tutto la domanda interna, dato che l'Italia è conosciuta per la qualità delle sue uova.

Secondo Gian Luca Bagnara, presidente di Assoavi, "la domanda di uova in Italia cresce, specialmente durante festività come Pasqua e Natale", ma c'è un surplus di produzione che potrebbe essere sfruttato per esportazioni nei prossimi mesi. È fondamentale per il nostro settore non solo rispondere alla domanda interna, ma anche far sapere agli Stati Uniti che siamo pronti a contribuire.

Attualmente, la crisi avicola in Italia è sotto controllo, grazie a investimenti significativi in biosicurezza, che hanno aiutato a ridurre il rischio di diffusione dell'influenza aviaria. Nel 2023, l'Italia ha raggiunto un impressionante tasso di autoapprovvigionamento del 97% e un indice di penetrazione degli acquisti domestici del 94%. Con oltre 776 mila tonnellate di uova prodotte quest'anno, l'Italia si afferma come il quarto produttore europeo, mostrando una crescita del 6,8% rispetto all'anno precedente.

Le opportunità di esportazione per il settore avicolo italiano sono enormi. I mercati emergenti, come la Thailandia, stanno mostrando tassi di crescita sorprendenti, e ci sono spazi dai quali l'italia potrebbe trarre beneficio. L'Europa, con il suo elevato standard di bio-sicurezza e qualità, può contare su un grande valore all’occhio del mercato globale.

In un futuro prossimo, l'industria italiana delle uova potrebbe non solo rispondere alle esigenze di un mercato interno in espansione, ma anche diventare un attore chiave nella fornitura di uova ai mercati internazionali, dimostrando così la sua resilienza e capacità di innovazione.