Finanze

Porsche Abbandona il Piano di Sviluppo: Reazioni Contrastanti da Confindustria e Attivisti Ambientali

2025-03-30

Autore: Luca

LECCE – La decisione shock del Gruppo Porsche di rinunciare all’ampliamento del Nardò Technical Center ha lasciato a bocca aperta non solo gli addetti ai lavori, ma ha anche suscitato forti reazioni in Confindustria. L'associazione, che aveva accolto con entusiasmo l'investimento previsto di 450 milioni di euro per la modernizzazione della pista di collaudo, ora esprime preoccupazione per il clima ostile alle imprese che sta caratterizzando la regione.

Valentino Nicolì, presidente di Confindustria Lecce, ha sottolineato che questo ampliamento avrebbe potuto trasformare il centro in un punto di riferimento mondiale per la sperimentazione e sviluppo delle tecnologie della mobilità, portando benefici non solo al settore automotive ma anche all’intero indotto economico. “È un’opportunità persa che la nostra economia non può permettersi”, ha aggiunto Nicolì, evidenziando come la mancanza di investimenti possa avere un impatto negativo sull’occupazione locale e sulla crescita del territorio.

Dall’altro lato, i Custodi del Bosco d’Arneo, un comitato di attivisti ambientali, festeggiano la loro vittoria. “Abbiamo vinto una battaglia che molti consideravano impossibile”, hanno dichiarato in un post sui social media. Questo gruppo ha lottato duramente per fermare l’espansione della Porsche, sostenendo che l’ampliamento avrebbe compromesso un’area verde ritenuta un unicum naturalistico, sacrificando 200 ettari di bosco. Queste terre, considerate emblematiche, sono di fondamentale importanza per la biodiversità e il patrimonio naturale del Salento.

Porsche ha giustificato la sua scelta citando una serie di instabilità nelle relazioni economiche e commerciali globali che hanno preoccupato gli investitori, comprese le difficoltà del settore automotive e l’incertezza derivante dai recenti dazi imposti. Tuttavia, non ha trascurato di menzionare anche le preoccupazioni riguardanti le prospettive sociali, ambientali ed economiche del progetto, che avevano finito per attirare l’attenzione anche delle autorità europee. La Regione Puglia, un anno fa, aveva già sospeso l’Accordo di Programma relativo all’iniziativa.

Il presidente Nicolì ha ribadito l'urgenza di creare un ambiente favorevole per attirare investimenti e garantire un futuro prospero per la regione, mentre i Custodi del Bosco d’Arneo affermano che la loro lotta rappresenta un capitolo fondamentale dell’attivismo salentino, un messaggio di speranza per la salvaguardia del nostro pianeta e una testimonianza dell’importanza della mobilitazione civica.

La questione solleva interrogativi più ampi sulle priorità dell’industria contro la tutela ambientale e sul futuro del Salento all'interno del panorama economico europeo. La sfida tra sviluppo e salvaguardia continua, mentre entrambe le parti cercano di affermare i propri valori e obiettivi in un mondo in rapido cambiamento.