
Scandalo Spionaggio: La ONG Mediterranea Accusa il Governo di Avere Spionato i Suoi Attivisti con Paragon
2025-03-26
Autore: Sofia
Un grave scandalo sta scuotendo l'Italia: la ONG Mediterranea ha recentemente rivelato che il governo, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, ha ammesso di aver spiato attivisti e giornalisti utilizzando il controverso software militare Paragon Graphite, considerandoli un 'pericolo per la sicurezza nazionale'. Questa affermazione, riportata da Repubblica, segna una svolta inaspettata poiché ora si conferma l'impiego di tecnologia avanzata per controllare i cellulari di sette italiani, tra cui attivisti della ONG e il direttore di Fanpage, Francesco Cancellato.
Secondo le fonti, lo spionaggio sarebbe stato autorizzato dal Procuratore generale di Roma, Jimmy Amato, nell'ambito di un'indagine preventiva avviata nel 2024 dai servizi segreti riguardante l'immigrazione. Nonostante Mantovano abbia cercato di rassicurare che tutte le procedure sui controlli preventivi siano state rispettate, l'ombra della paura e della violazione della privacy rimane forte.
Il caso Paragon ha trovato origine a febbraio di quest'anno, quando il governo inizialmente negò qualsiasi coinvolgimento, affermando che nessuno dei soggetti citati fosse sotto controllo. Tuttavia, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha successivamente dichiarato che 'tutti i sistemi sono pienamente operativi'. Anche se un funzionario di Aise, Giovanni Caravelli, ha negato l'uso del software per spiare, le apparenti contraddizioni nella gestione della questione gettano ombre sul governo di Giorgia Meloni.
Le domande su quali fossero le prove che giustificassero tali operazioni di spionaggio rimangono in sospeso. Il deputato Marco Grimaldi ha sollevato interrogativi significativi in Parlamento: 'Sono proprio i cittadini che si battono per i diritti umani a essere definiti pericoli per la sicurezza nazionale?'. La rivelazione dell'utilizzo di Graphite ha portato a un'ondata di indignazione, con richieste di maggiore trasparenza e accountability nei confronti di un governo accusato di mantenere il Parlamento all'oscuro.
La ONG Mediterranea ha dichiarato che questa attività di sorveglianza 'legale' è in realtà illegittima e volta a zittire le voci critiche. Ha anche messo in evidenza la contraddizione: mentre chi si impegna per salvare vite viene trattato come una minaccia, i criminali coinvolti nel traffico di esseri umani sono tutelati.
In aggiunta, The Citizen Lab, un team di esperti in cybersicurezza, ha avvertito che il modello di spionaggio adottato in Italia segna un preoccupante trend di attacco ai diritti umani. Questi eventi gettano una luce inquietante sulle pratiche di sorveglianza che, sebbene giustificate come necessità di sicurezza, possono ledere gravemente i diritti civili.
Mentre l'eco di questo scandalo continua a diffondersi, la ONG Mediterranea ha promesso di combattere per la verità e la giustizia, sottolineando che non si fermeranno finché non si faranno chiarezza sui motivi e le implicazioni di queste azioni. Con una situazione così critica, il futuro della libertà di espressione e della difesa dei diritti umani in Italia è più che mai a rischio.