Salute

CAU: La Regione Emilia-Romagna Prosegue Senza Accordo con i Medici: "Non Possiamo Chiudere i Servizi!"

2025-03-29

Autore: Giulia

In una mossa inaspettata, la Regione Emilia-Romagna ha deciso di prorogare unilateralmente i contratti dei medici impegnati nei Centri di Assistenza Urgente (CAU) fino al 31 dicembre 2025. Questo è quanto annunciato dall’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, durante l’ultimo incontro con i sindacati della medicina generale. L'agenzia regionale ha ribadito l'importanza di mantenere attivi questi servizi che hanno raggiunto oltre 540.000 cittadini nell'ultimo anno.

Fabi ha espresso la volontà della Regione di continuare a lavorare con i sindacati per raggiungere un accordo integrativo, nonostante la trattativa con la Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) sia attualmente in stallo. La decisione arriva dopo che la Fimmg ha rifiutato di rinnovare l'accordo già esistente a causa di critiche in merito a problemi strutturali non affrontati in modo efficace.

“Non possiamo permettere che un servizio così cruciale venga interrotto”, ha detto Fabi, sottolineando i due principali obiettivi della delibera: garantire la continuità delle cure ai cittadini e lavorare a una revisione approfondita dei CAU attivi, per migliorare le attività e l'efficienza costi/benefici.

Sono diversi i modelli di CAU attivi in Emilia-Romagna, e Fabi ha fornito una panoramica sulla loro riorganizzazione. I CAU che sono stati istanziati per sostituire i Punti di primo intervento e il Pronto soccorso, che spesso offrivano cure non appropriate, stanno dimostrando risultati positivi, e ci sono piani per mantenere e potenziare questo modello.

In aggiunta, i CAU vicini ai Pronto Soccorso degli ospedali, che mirano a ridurre la pressione su questi reparti, necessitano di una rivalutazione per migliorare i servizi. Infine, i centri istituiti in zone precedentemente scoperte potranno essere integrati in Aggregazioni funzionali territoriali all'interno delle nuove Case di comunità.

“Il nostro obiettivo finale è una sanità pubblica universale che assicuri cure adeguate per tutti”, ha concluso Fabi. Questa decisione è fondamentale, soprattutto in un periodo in cui c’è un lettore crescente di necessità di assistenza sanitaria, e garantisce che i medici rimangano operativi. I cittadini possono alla fine respirare un po’ più facilmente, sapendo che i servizi rimarranno aperti e che gli sforzi per migliorare la sanità continueranno.