
Proxima Centauri: il nostro vicino spaziale scatenato e i suoi possibili effetti sulla vita
2025-03-28
Autore: Giulia
Immaginate che domani il Sole decida di rispondere con i suoi brillamenti alla potente e agguerrita Proxima Centauri, la nostra stella vicina che si trova a poco più di quattro anni luce dalla Terra. Questo scambio di energia tra le due stelle non passerebbe inosservato, e ci sarebbero seri motivi di preoccupazione. La radiazione emessa da Proxima Centauri raggiunge anche la sua zona abitabile, che è già stata oggetto di studio. Secondo un recente studio con l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma), sono stati osservati brillamenti ancora più estremi e inquietanti riguardo i loro effetti sulla potenziale abitabilità dei pianeti circostanti.
Proxima Centauri, una nana rossa di tipo M, si distingue dal nostro Sole – una nana gialla di tipo G – non solo per la sua temperatura superficiale più bassa, ma anche per la sua struttura interna totalmente convettiva. Questa caratteristica la rende molto più attiva, con campi magnetici che si torcono e si spezzano, liberando flussi di energia e particelle nello spazio: gli astronomi le chiamano brillamenti. Ma che impatto potrebbero avere questi brillamenti sugli esopianeti abitabili in orbita attorno a Proxima Centauri?
La potenza dei brillamenti di Proxima Centauri è preoccupante. Quando questi eventi si verificano, emettono energia luminosa in tutte le lunghezze d'onda dell'elettromagnetismo e particelle energetiche. La loro interazione con atmosfere planetarie potrebbe eliminare elementi vitali come l'ozono e l'acqua, rendendo così questi pianeti inabitabili. A differenza del nostro Sole, che crea aurore spettacolari grazie a un'atmosfera spessa e un forte campo magnetico che protegge la Terra, i pianeti nella zona abitabile di Proxima Centauri potrebbero non essere così fortunati.
Meredith MacGregor della Johns Hopkins University, coautrice di uno studio pubblicato su *The Astrophysical Journal*, avverte che i brillamenti di Proxima Centauri sono significativamente più potenti e potrebbero avere effetti devastanti sugli atmosfere dei suoi pianeti. Questo studio, un primo del suo genere, ha analizzato dati millimetrici provenienti da oltre 50 ore di osservazioni, identificando 463 brillamenti con energie comprese tra 10^24 e 10^27 erg.
In sintesi, l'attività di Proxima Centauri, agli occhi degli scienziati, si manifesta molto più frequentemente rispetto a quanto si può osservare con telescopi ottici. La tecnologia attuale non riesce a catturare l'interezza di questi eventi. Tuttavia, l'avanzamento della tecnologia astronomica potrebbe svelare nuovi misteri riguardo a Proxima Centauri, e sembra solo una questione di tempo prima che otteniamo risposte sul destino di quei pianeti. Cosa succederà a loro sotto la furia di brillamenti così potent? Solo il futuro ce lo dirà.